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12. Palazzo rosso Bevilacqua Lazise

Villa storica del capoluogo

12. Palazzo rosso Bevilacqua Lazise
Municipium

Descrizione

Villa cinquecentesca dei Giusti del ramo di S. Anastasia.
Se ne vuole il palazzo costruito nel 1580 da Gerolamo Giusti, sposo a Eurizia Verità, i cui figli eredi Gasparo e Francesco impalmarono rispettivamente Ginevra Dalla Torre e Antonia Bevilacqua Lazise: gli stemmi fra i fregi ne fanno fede. In epoca imprecisata passò alla casata di Antonia.
La dimora signorile è un piccolo ma elegante edificio con atrio ad archi bugnati sormontati da quattro esili paraste inquadranti tre finestre del piano nobile, mentre sette finestrelle tonde sotto gronda ravvivano la singolare facciata tinta di rosso marrone, per il che è noto anche come “Palazzo Rosso”. Tutti gli ambienti interni, comprese le scale, sono decorati con affreschi. Molti sono del tardo cinquecento, dell’epoca della costruzione dell’edificio.
Al piano terra una stanza è decorata con mascheroni reggenti cesti di frutta e una seconda con fascia di graziosissime grottesche sotto il soffitto, per le quali non sembra azzardato fare il nome di Bernardino d’India.
Di effetto decisamente più scenografico  il salone al primo piano. Vi si accede attraverso una scala  con volta e pareti pure affrescate: un pergolato fiorito sul quale giocano degli angioletti, chi volando con ghirlande e chi suonando il mandolino. Più tarda è la Madonna sulla sommità della scala, attribuita a Pietro Rotari. Nel salone due grandi scene bibliche, con il ritrovamento di Mosè e con Mosè che difende le figlie di Jetro, sono incorniciate da una larga fascia decorativa con inserzioni di angioletti, musicanti, uccelli è strani motivi di scimmie e di bambini bianchi e mori che imboccano fauni con le mani legate; vicino ad ognuno è raffigurato un animale. Lateralmente, alte cariatidi su piedestalli fingono di sostenere il soffitto ligneo.
Nel 1922 la villa fu restaurata e fu in quella occasione che togliendo l’intonaco  dai muri vennero riscoperti gli affreschi. La copertura di calce fu resa necessaria per la disinfezione dei locali dovuta all’epidemia pestilenziale del 1630. Il restauro venne curato dal pittore Angelo Zamboni che affrescò con paesaggi e ambientazioni della vallata, gran parte del salone al  piano inferiore laddove gli affreschi cinquecenteschi non erano più recuperabili. 
Buono anche se non molto grande il parco. In fronte al palazzo stanno il pozzo e una bella fontana marmorea.

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Modalità d'accesso

La  Pro-loco locale organizza delle visite guidate alla villa. Per consultare il programma pro-loco visitare il sito www.prolocogrezzana.it 

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Indirizzo

Via Madonnina, 2, 37023 Grezzana VR, Italia
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Punti di contatto

Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2026, 09:08

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